Beyond: Due Anime [Recensione]

Beyond: Due Anime [Recensione]

Riguardo Quantic Dream e David Cage

Allora, allora.

A me i giochi Quantic Dream, tendenzialmente, piacciono.

Non sono uno di quei videogiocatori mentalmente chiusi che hanno necessariamente bisogno di una combo per sedare i propri bollenti spiriti (del resto io, tra le altre cose, ho anche una lunga storia d’amore con le avventure grafiche) e amo anzitutto l’originalità, il presenziare a qualcosa di mai visto prima.

david cage

Detto questo, il capoccia David Cage (al secolo David De Gruttola) mi è sempre sembrato un regista frustrato più che un vero e proprio game designer, uno che volesse raccontare storie e sfruttasse il medium videogame senza però averne il dovuto rispetto (andate a cercarvi qualche sua dichiarazione per capire cosa intendo).

Ciò, bene inteso, non cambia il fatto che abbiamo di fronte un autore di grande talento, bravissimo soprattutto nel enfatizzare la psicologia dei suoi personaggi.

Beyond: Due Anime de li mortacci tua

beyond: due anime

Su Beyond avevo più di qualche remora, anche perché il buon vecchio zio Arc (che è molto più quanticdreamofilo di me) con il suo articolo m’aveva messo un pochino d’ansia da prestazione, e se poi ci aggiungiamo pure st’affermazione di un Cage tutto gongolante:

“il gioco può essere affrontato con uno smartphone perché non tutti son nati con un joypad in mano”

Capirete che le mie aspettative andavano più che scemando, insomma.

Eppure Beyond mi ha subito preso al guinzaglio.

Lasciamo perdere per un secondo il fotorealismo grafico, le animazioni più umane dell’umano e tutto il considerevole bagaglio tecnologico offerto da questo gioco…Beyond mi ha catturato immediatamente per com’è stato sceneggiato, per i suoi dialoghi, i suoi personaggi e i concetti che ha voluto rappresentare.

Variabilità

beyond: due anime

Beyond si focalizza su un punto ben preciso: la sua protagonista, il legame e il rapporto con il suo “compagno spirituale” Aiden e il loro interagire nei più disparati e diversi contesti.

Si parla di problemi adolescenziali passando per ambienti bellici, l’infanzia e viaggi esistenziali nel deserto, le cospirazioni, le derive romantiche, la ricerca di figure paterne…

Il gioco mette davvero tanta carne al fuoco, cuocendola tutto sommato molto bene, anche se abusando di stereotipi e cliché :

Tutto ciò che ho visto in Beyond mi è sembrato già visto e rivisto, i colpi di scena telefonati con larghissimo anticipo e scene che spesso mi parevano un patchwork di un sacco di cose diverse (Casper, Tokyo Godfathers, Ghostbusters, X-Files, il vampiro di Blackwood…ovviamente non parlo di riferimenti diretti, piuttosto di alcune opere che hanno attinto alle stesse identiche cose)

Tutto questo ci potrebbe anche stare, per carità, se però il filo conduttore narrativo - ovvero il lato sovrannaturale, l’inframondo - non mi sembrasse trattato in modo estremamente scialbo:

A titolo d’esempio, senza spoilerare, la CIA sembra possedere toni cospirazionistici degni del buon vecchio Deus Ex….salvo poi rivelarsi involontariamente comica, roba che m’ha ricordato l’aeroporto de L’Aereo Più Pazzo del Mondo.

I Personaggi

Sono invece scritti quasi tutti magistralmente, comparse comprese…l’eccezione se vogliamo probabilmente sta in Ryan, personaggio dal ruolo centrale (nel bene e nel male) che m’è sembrato incredibilmente dimenticabile e poco carismatico, insufficiente sia nel generare simpatie che disprezzo.

La vera superstar del lotto è poi, indubbiamente, Jodie Holmes:

beyond: due anime

Ellen Page (l’attrice) da sola porta in scena una protagonista capace di empatizzare straordinariamente con il giocatore, probabilmente uno dei casi più importanti in tutta la storia del videogame.

Nota di merito va poi anche all’altro nome altisonante del cast:

beyond: due anime

il bravissimo Willem Dafoe (interprete di Nathan Dawkins) relegato forse in un ruolo fin troppo scontato, riesce nonostante tutto a trasmettere partecipazione ed enfasi.

A questo proposito, segnalo che il gioco è anche magistralmente doppiato in Italiano.

Adrenalina e Gameplay

beyond: due anime

Beyond non è poi così “non-gioco” come paventavo: l’interagire tra Aiden e Jodie mi è sembrato più che soddisfacente in molte occasioni. Però…e si, però c’è un però.

Il fatto che però Jodie non possa mai morire, non esista “game over” e che la variabilità offerta dai fallimenti del giocatore sia abbastanza precaria mi ha inevitabilmente fatto vivere il gioco da tranquillo spettatore anche nelle scene più concitate

E in questo, e non c’è protesta di David Cage che tenga, Beyond è tale e quale ad un film (non che questo poi sia necessariamente un difetto, per carità).

Due parole senza spoiler sul Finale

Qualche elemento sbrigativo di troppo, certe forzature più o meno imposte (ma che ci stanno in fin dei conti) ma in definitiva un’ottima conclusione (eventualmente farò un post a parte che contempli spoiler per trattare l’argomento come si deve)

Io, personalmente, ho puntato sui Timoria (chi vuol intendere intenda)

Postilla polemica: Beyond vs Heavy Rain

Tralasciando il fatto che io non sopporto i confronti a tutti i costi e mi piace valutare una cosa giudicandola per quello che è in se stessa, parliamo di due titoli estremamente diversi, che possono essere però comparati nel ruolo avuto nella storia dei videogiochi:

Laddove uno è stato il battesimo della Playstation 3 e dell’attuale generazione, l’altro ne rappresenta il canto del cigno, un addio che guarda al futuro

In quest’ottica, Heavy Rain è stato un gioco molto più avveniristico, rivoluzionario e coraggioso di Beyond, che ha però il merito di presentare una storia più solida e immediatamente coinvolgente.


Andrea Xab Corinti

Scritto da

A (web) world citizen.