Django Unchained [Recensione]

Django Unchained [Recensione]

Se è mai esistito qualcuno in grado di fondere assieme lo Spaghetti Western con la Blaxploitation quel qualcuno non poteva essere nient’altri che il caro vecchio Quentin Tarantino

All’insegna del West

Preciso da subito che io sono un assoluto estimatore dei film western italiani, e questo senza scomodare l’arte più pura di un Sergio Leone (non credo di esagerare quando ritengo che i suoi film meriterebbero una categoria a parte):

Se incontri Sartana prega per la tua morte, Gli fumavano le Colt…lo chiamavano Camposanto, Vado l’Ammazzo e Torno, …da piccolo avevo una sorta di fanatismo per il western, sia per quello più edulcorato e bonaccione in salsa John Wayne (genere che penso Tarantino schifi della grossa) che per quello più sporco e crudo portato in scena da Giuliano Gemma, Franco Nero e compagnia bella

Credo effettivamente che la mia passione per quest’ultimi, visibilmente sentita anche da Tarantino (e a livelli maniacali, diciamolo pure) sia un po’ il motivo per cui ho tanto apprezzato il suo cinema: in fin dei conti, cinematograficamente parlando, abbiamo avuto la medesima base culturale (oltre allo spaghetti western bisogna aggiungerci il poliziottesco e la commedia scollacciata) quella che caratterizza come me molti italiani, lasciati da anni orfani del cinema di genere per via dell’infelice strapotere televisivo (ma questa è un’altra storia)

Stessa cosa non posso dire della blaxploitation che. più che non apprezzare, conosco poco (del resto è un filone che in Italia non s’è praticamente mai visto)

Tarantino fin’ora

Tarantino è uno che ha debuttato con un capolavoro inaudito, Le Iene, e proseguito con quel Pulp Fiction che potrebbe dirsi un capolavoro ancor più riuscito.

Il cameo di Franco Nero

Di li in poi si è cimentato in una filmografia abbastanza ridotta in termini numerici (meno di dieci film nell’arco di vent’anni) e da risultati e qualità - seppur complessivamente alta - un po’ altalenanti

è il caso per esempio di Jackie Brown, quello che è forse il film meno tarantiniano di sempre (ma non certo brutto, anche se non proprio qualcosa di memorabile), o il più recente Grindhouse - A prova di Morte, che all’atto pratico sembrava più una serata di cazzeggio con l’amico-collega Robert Rodriguez

In mezzo non si possono non citare i due Kill Bill, vero summa del cinema di Tarantino e forse proprio per questo tanto belli quanto contraddittori, oppure il predecessore di Django, quel Bastardi Senza Gloria che è piaciuto a tanti ma che a chi scrive ha annoiato per la sua massima parte (anche se preciso non penso possa dirsi un brutto film, ma eventualmente ne scriverò in altra sede)

Django Unchained

Premettendo che le parentele con quel meraviglioso Django del 1966 (starring Franco Nero, che in questo Unchained fa un cameuccio) si limitano - come prevedibile - al nome, parliamo di un film che sostanzialmente ci dona tutto ciò che è lecito aspettarsi dal miglior Tarantino:

dialoghi e scene pulp, delizioso humor delirante, violenza enfatizzata come nel meglio del hongkong movie e soprattutto citazioni a grappolo (se non vi scatta la risata/lacrimuccia/nostalgiafagiolifera durante la canzone in sottofondo nel finale, allora mi spiace ma sto film per voi rappresenta perle ai porci, senza se e senza ma!)

Ecco, facendo una sintesi, Django non tradisce le aspettative e anzi: ci cavalca sopra agilmente, probabilmente pure meglio di Bastardi Senza Gloria e forse quasi al livello di un Kill Bill in grande spolvero

Detto questo, Django è un gran bel film tarantiniano, ma niente di più

E dici poco!

Potrebbero obbiettare in molti, ed in effetti probabilmente c’avrebbero pure ragione.

è che da un regista esagerato (nel bene e nel male) qual’è Tarantino uno s’aspetta sempre quel qualcosina in più, quel batticuore innamorato che ti ha lasciato un Pulp Fiction che però, com’è naturale, non può ripetersi tanto facilmente

Foxx e Di Caprio

Va detto infine che trovo un Django Unchained apprezzabile anche per un pubblico non troppo tarantiniano, che si parla probabilmente di uno dei suoi film meno feticisti di sempre (e meno male, aggiungerei) e soprattutto che le prove attorali risultano eccellenti per tutto il cast nel suo complesso, specie (per quanto mi riguarda) nell’inedita versione vecchia e bastardissima di Samuel L. Jackson ed nel fantastico Cristoph Waltz, che spesso e volentieri rubano la scena alle due indiscutibili star del lotto: Jamie Foxx e Leonardo di Caprio (che si confermano entrambi attori eccelsi)

In conclusione è consigliatissimo un po’ a tutti, anche se non dovete certamente aspettarvi uno spaghetti western o un vero e proprio film di genere: è la nostra cara macedonia tarantinica, solo vagamente in salsa Spike Lee (visto con gli occhi di Quentin, s’intende)


Andrea Xab Corinti

Scritto da

A (web) world citizen.