Dragon Ball in Italia

Dragon Ball in Italia

Esiste un’ancestrale domanda che ci si pone sin dalla fine di Non è la Rai :

Perchè un bello shonen* qual’è Dragon Ball è assurto al livello di tortura medievale / strumento di manipolazione di massa / religione di stato / insomma, un degno sostituto dell’Azione Cattolica per i pischelli ?

  • per i non-mangofili: per shonen s’intende animemanga beceramente indirizzati ai ragazzi, di quelli senza complessi ricciosi, riferimenti biblici, gatti soffocati nelle scatole e via dicendo - si Ikari, è TE CHE STO GUARDANDO! - questi altri per la cronaca si chiamano seinen

Diciamo subito che Dragon Ball nasce come un gran bel manga , intendiamoci. Un manga che ha cambiato radicalmente il suo mondo d’origine, è innegabile

Che poi la versione anime sia ABNORMEMENTE FILLERIZZATA, DILUITA E RALLENTATA è un altro discorso che vale un po’ per tutti gli esponenti del genere (e non ho ancora parlato delle italiche censure, nota bene)

Ma perché, tornando all’argomento, ce la menano tanto con lui ?

Si beh, sono certo che in molti già intuiranno o conosceranno la risposta, ma per rispetto di chi non se ne è mai preoccupato fingetevi stupiti per piacere:

Barlafusi e Pubblicità

Andiamo con ordine.

Correva l’anno…. 199X

Italia 7 e altre tv locali avevano già lanciato Goku e relativa nuvoletta da qualche tempo, quand’ecco che quel covo di comunisti che era il biscione, all’epoca estremamente ghiotto di animazione giapponese, pensa bene di inserire Dragon Ball nel proprio palinsesto in una versione tutta mediasettizzata per l’occasione

Vivevamo l’era di Bim Bum Bam e del nerdismo italico moderno, che come detto contava tra le proprie fila un’infinità di cartoni animati (per massima parte giapponesi, con qualche eccezione qua e la)

Ora, intanto, come si spiega quest’interesse quasi morboso della Mediaset nei confronti dell’animazione ?

Semplice: introiti pubblicitari derivati da giocattoli, zaini, astucci e amenità d’ordinanza generalmente a diretto monopolio di Giochi Preziosi e Gig (che oggi è diventata una divisione di Giochi Preziosi, quindi proprio tutto in famiglia)

E qui iniziavano a sorgere i primi problemi

Infantilizzazione

Parlando strettamente di Dragon Ball Z, ci troviamo di fronte ad uno shonen evidentemente pensato per ragazzi che iniziano già a puzzare d’adolescenza, e che quindi com’è noto trovandosi all’inizio della pubertà iniziano a fregarsene dei giochilli dirottando il 90% delle loro attenzioni in faccende come questa - tanto è vero che Dragon Ball su questo fattore ci fa pure leva:

bulma La lunga storia d’amore tra il Giappone e il Fanservice, lacrimuccia

Insomma, Dragon Ball non era indicato allo stesso tipo di pubblico per cui era pensato un Doraemon, ma la Mediaset zitta zitta non ha mai pensato di differenziare alcunché nel proprio modo di propinare i cartoni animati, gettandoli tutti nel medesimo contenitore senz’altra logica che non fosse quella pubblicitaria (tv commerciale mica per niente eh)

Questa scena, nella versione italiana veramente STUPRATA (e con il taglio della canzone pure) al suo stato originale è davvero bellissima

E qui entra in scena il MOIGE, movimento dell’estrema braccobaldaggine tra i più ignoranti e patetici sorti in questo paese, che invece di dire alla mediaset (come sarebbe stato legittimo) “guardate che questo cartone animato è pensato per dei ragazzi, non bambini, andrebbe gestito in modo diverso da l’Ape Maya” ha pensato bene di pretendere censure pesantissime, che l’azienda poi fu ben lieta di attuare perché in caso contrario la Giochi Preziosi avrebbe dovuto rinunciare ad inserire il Majin Bu di turno nel Pasqualone (e quindi la Mediaset ai relativi introiti pubblicitari) Perché la menano con Dragon Ball

Il prodotto che ne uscì, pesantemente rimaneggiato in più punti, conservava comunque la sua qualità e accessibilità di fondo e divenne sinonimo d’animazione giapponese in Italia, nonostante si dovesse confrontare con fenomeni più moderni (i Pokèmon e Yu Gi Oh! di turno, che all’anagrafe risultano parecchio più giovani di lui, e soprattutto i diretti concorrenti/eredi One Piece e Naruto)

Il fatto che Dragon Ball sia una serie conclusa da anni e anni è di una comodità straordinaria commercialmente parlando:

  • niente acquisto di nuovi episodi
  • niente ridoppiaggio e relativo riadattamento
  • niente scodella di riso da dare a Giorgio Vanni per una delle sue stronzate sigle

A questo punto dovreste esservi fatti un’idea del perché Dragon Ball ha sempre avuto questa specie di trattamento di favore, anche perché ultimamente la politica mediaset è diventata parecchio lontana dal settore dell’animazione e non sta importando più na ceppa (questo anche per la nascita dei malvagissimi canali tematici)

PS: Tra l’altro mi dicono dalla regia che oggi , 28 febbraio, pare sia il compleanno di Dragon Ball (e giuro che non lo sapevo, anche perché covo sto post da qualche giorno, e ora che lo so ho intenzione di APPROFITTARMENE E DIRE CHE ERA TUTTO CALCOLATISSIMO IN UN INCREDIBILE OPERAZIONE DI SEO TRACKING (eh?))


Andrea Xab Corinti

Scritto da

A (web) world citizen.