Final Fantasy Tactics [Recensione]

Final Fantasy Tactics [Recensione]

Final Fantasy Tactics è uno spin-off della celeberrima serie, dato alle stampe nel 1998 come esclusiva per i mercati di America e Giappone (evidentemente secondo i geni della distribuzione i JRPG non erano congeniali a noi europei o qualcosa del genere, da cui il NO MOTHERFUCKING PAL, ONLY NTSC - triste standard antecedente all’avvento dei moderni prodotti Region Free )

Nonostante questo però, probabilmente per via della fama ottenuta dalla serie grazie ad un certo Final Fantasy VII in quella stessa epoca, non furono poi così pochi a darsi al contrabbando pur di procurarsi questo signor gioco ( presente ! )

Ma (per forza di cose) bisognerà attendere solo gli anni recenti e il porting su PSP War of the Lions perché la storia di Ramza potesse finalmente riuscire a far breccia anche nel grosso del nippofilo pubblico italico

La final fantasia più aurea

Final Fantasy Tactics Ramza e Delita

I Final Fantasy dell’era classica, come i fan del resto sanno bene, per certi versi si somigliano un po’ tutti :

La solita “ metrica narrativa “ che di volta in volta presenta storie (e ambientazioni) tra loro diversissime pur seguendo sempre una determinata cadenza comune e familiare al giocatore (interrottasi con Final Fantasy X, ma questa è ahimè un’altra storia)

Bene, prima ancora di buttarci sulle palesi differenze in termini gameplay, possiamo dire da subito che è proprio la trama uno degli elementi a differenziare di più Final Fantasy Tactics dai suoi cugini numerati :

Mentre i vari Final Fantasy vedono la storia incentrarsi su di un determinato gruppo di protagonisti e le loro gesta (il tutto solitamente a tinte molto shonen ), in Final Fantasy Tactics si predilige puntare tutto sul protagonista, evidenziando tramite lo stesso un’abbondante sequela di conflitti religioso-politici, nonché le tante tensioni presenti tra le varie culture del mondo di Ivalice

Si, avete capito bene: Ivalice come Final Fantasy XII, Ivalice come Vagrant Story e (ovviamente) Ivalice come i capitoli della serie Tactics Advance, tale è infatti l’universo (al limite del tolkeniano) che il geniale Yasumi Matsuno ha costruito come palcoscenico per le sue storie

E già qua scatta n’altra differenza non da poco: Final Fantasy Tactics non possiede un universo esclusivo, come un tempo era la norma per quasi tutti i JRPG (serie Final Fantasy in primis), e del resto è probabilmente anche per questo che l’ambientazione risulta tanto vivida e curata da potersi paragonare a quelle dei più importanti giochi di ruolo occidentali

Il cipiglio di Matsuno è del resto molto adulto e cervellotico, poco tsugoi rispetto a quanto solitamente prodotto da mamma Square

Non che manchi una storia “personale” a stagliarsi meravigliosamente sullo sfondo, intendiamoci: come detto è proprio seguendo la vita del giovane Ramza ed i contrasti sorti tra la sua famiglia che vedremo l’originarsi di una guerra con diversi volta faccia e battaglie corali

Gameplay

Si tratta di qualcosa di inedito in tutta (l’allora decennale) serie, e molto più simile alla saga Tactics Ogre uscita per SNES (non a caso ad opera del solito Yasumi Matsuno, il disegnatore Akihiko Yoshida, il direttore artistico Hiroshi Minagawa e il compositore Hitoshi Sakimoto) o anche Bahamut Lagoon, altro splendido titolo SNES realizzato dalla Squaresoft

Final Fantasy Tactic Gameplay

Final Fantasy Tactics vede infatti un approccio scacchistico al combattimento, riprendendo dai vecchi JRPG (e quindi dagli stilemi partiti con Dungeons & Dragons ) classi (jobs), magie e molti aspetti di fondo come insegna la storia dei jrpg tattici:

Il sistema di battaglia risulta profondo, complesso, straordinariamente impegnativo ed articolato, tanto che alcuni scontri potrebbero sembrare letteralmente interminabili (in generale non è un gioco per casual gamer nel modo più assoluto, e risulta MOLTO più difficile del vostro classico JRPG )

L’eredità Nintendo

Potremmo definire l’aspetto grafico di Final Fantasy Tactics come la più fedele trasposizione di una qualità SNES su Playstation, combinando elementi isometrici con il magnifico stile di Yoshida, qui “compresso” in personaggi stilizzati in un 2d isometrico, ma comunque straordinariamente espressivi

In generale è uno stile adottato prevalentemente per essere apprezzato ai fini pratici, e del resto non essendo uno dei Final Fantasy “canonici” si può pure desumere che non abbia certo potuto vantare dei budget milionari che hanno permesso alla serie di impressionare anche sull’aspetto visivo in tutte le epoche (in questo senso va sottolineato come il porting per PSP aggiunga degli splendidi filmati nelle varie sequenze del gioco)

Parlando invece della colonna sonora, Hitoshi Sakimoto non sarà Nobuo Uematsu, ma in quanto a capacità compositive non è certamente da meno: l’aspetto musicale di Final Fantasy Tactics è letteralmente sublime, e i numerosi momenti di epicità del gioco vengono scanditi tanto dagli splendidi dialoghi quanto dalle sue ispiratissime note

Italia sì, Italia no

Come dicevo all’inizio il gioco non è manco stato distribuito in Italia prima della versione PSP, figuriamoci quindi a sperare in qualche adattamento

Va detto inoltre che, se questo di solito non è mai stato un problema insormontabile per i conoscitori di lingua inglese (si pensi a Final Fantasy VII), bisogna specificare che i dialoghi di Final Fantasy Tactics non sono neppure narrati con un lessico semplicissimo, e fidatevi: nei primi anni 2000 la cosa almeno un pochino la si soffriva

Gaffgarion Final Fantasy Tactics italiano

Fortunatamente (manco a dirlo) corsero al nostro soccorso i soliti fenomenali Sadnes con la loro splendida traduzione (terminata solo negli anni recenti) scritta in modo encomiabile e, vista l’ambientazione, piacevolmente a tema (laddove forse “sentire” Barret e Cloud in Italiano poteva risultare vagamente più indigesto, un gioco dai toni medievaleggianti qual’è Final Fantasy Tactics con l’italiano ci va letteralmente a nozze)

Conclusioni

Final Fantasy Tactics è un capolavoro, facile da apprezzare ma a tratti difficile da “godersi” proprio perché rappresenta una delle sfide videogiocose più impegnative della sua generazione (e non solo)

In particolar modo, gameplay e ambientazione a parte, personaggi, risvolti narrativi, pathos e dramma si stagliano qui a livelli eccezionali, portati in scena così degnamente solo da pochissimi altri titoli

Lo consiglio quindi a tutti gli amanti dei JRPG, particolarmente a quelli più hardcore

il succo di questa recensione è stato scritto attorno al 2007 per Cetramod.it

PS: già nel Final Fantasy Tactics originale era possibile utilizzare il personaggio-cameo di Cloud, direttamente da Final Fantasy VII (analoga comparsata varrà anche per Balthier di Final Fantasy XII, nel porting per PSP)


Andrea Xab Corinti

Scritto da

A (web) world citizen.