Grandia 2 | Recensione

Grandia 2 | Recensione

La serie di JRPG Grandia è composta da tre episodi “ufficiali” più vari spin-off, ma è opportuno considerare che ogni capitolo “numerato”, come succede in Final Fantasy, è totalmente autonomo e comprende un proprio universo narrativo

Grandia 2 nella fattispecie è stato originariamente concepito per il defunto Sega Dreamcast (mai troppo compianto, davvero) avendo avuto in seguito porting per PS2 e PC - e finora è l’unico esponente della serie, se non erro, ad essere approdato su computer (mica roba da poco negli anni in uci i giapponesi si cagavano il PC giusto per qualche visual novel)

UPDATE: di recente (2015) Grandia 2 è approdato pure su Steam in una versione bella fresca e tirata a lucido! Per la serie a volte ritornano… // UPDATE

Andiamo dunque alla scoperta di questo piccolo e misconosciuto gioiellino del ruolismo del sol levante!

Quel simpaticone di Valmar

L’universo di Grandia 2 è il vostro abituale nippo-fantasy di fiducia, e lo stesso stile grafico rivela la spiccata origine mangofila del gioco - cosa che si ripercuote anche nello stile dei dialoghi e nella trama - (per farla breve: se non siete in buoni rapporti con lo stile giappo che più giappo non si può sto gioco non vi piacerà mai, io vi ho avvisati)

L’ambientazione ad una prima occhiata sa di già visto, e in effetti l’incipt narrativo è quanto di più classico possa esistere : la battaglia tra il bene e il male

Ora tu dici “che do ball, sempre sta menata!” e avresti pure ragione, il punto forte della storia però è proprio quello di porre in evidenza punti di vista molto differenti sul più classico dei canovacci narrativi: s’intrecciano infatti tra loro temi quali la religione i pregiudizi ad essa legati (in questo senso la “morale” di fondo presente in Grandia 2 può ricordare quella del mai troppo osannato Final Fantasy Tactics), conflitti generazionali, gli orrori della guerra e del cameratismo condito con un bel triangolo amorso, di quelli che ai giapponesi riescono tanto bene

Fondamentale notare come i personaggi siano caratterizzati benissimo, infatti è il loro modo di interagire che rende le vicende appasionanti anche nelle situazioni più abitudinarie per il genere

Si lo so, sembra un casino ma fidatevi: lo è nel senso buono

Gameplay

Elena Elena è tanto caruccia Dovete ammettere, anche per voi che come me col genere ci siete cresciuti e ci volete tanto bene, che i JRPG in quanto a giocabilità nella maggior parte dei casi non brillano ne per originalità ne, per “senso agonistico” (se escludiamo giusto le Weapon di turno piuttosto che scontri da vincere strategicamente e non grazie ai numerini puppati da ventordici milioni di scontri casuali)

Bene, in questo senso Grandia 2 è particolarmente riuscito, ma che dico, RIUSCITISSIMO!:

il Battle System è a turni, come tradizione vuole, ma è decisamente più dinamico rispetto a quello del vostro classico Final Fantasy: ad esempio tramite un determinato attacco sarà possibile rallentare il nemico o adirittura impedirgli di agire, o ancora eseguire determinati movimenti permetterà di schivare o contrattaccare (si lo so, c’è profumo di Vagrant Story nell’aria)

Nonostante le innovazioni i combattimenti restano più che intuitivi e non troppo spaesanti, creando una sintesi perfetta tra difficoltà e gaudio (per quanto mi riguarda resta il miglior sistema di combattimento visto in un jrpg dai tempi di Chrono Trigger)

Grafica

Grandia 2 sfrutta in modo eccellente il superdeformed portandolo a confrontarsi con le console dei primi anni 2000 e ad esso come si diceva sopra si unisce un character design in puro stile manga (che se permettete ha un tratto davvero sbavosamente gnocco - si, sto pensando a Millenia -)

Per quanto riguarda il gioco giocato, gli sviluppatori hanno addottato il collaudato schema di esplorazione in fondali 3d (bellissimi ma forse troppo confusionari, soprattutto nei dungeon) già visto in titoli quali War Arms e Xenogears, ma unendoci modelli dei personaggi anchessi realizzati in tredimensioni

Localizzazione e Audio

La colonna sonora è fighissima, rispecchia perfettamente luoghi e situazioni risultando estremamente variegata, vale la pena ricordare che credo sia uno dei rari (forse l’unico?) caso in cui i giappi si son cimentati a fare canzoni in portoghese (perchè loro sono così, ci piace fare le macedonie benedetti loro), A Deus in particolare è un piccolo capolavoro

Il restante comparto audio conta di un ottimo (incredibilmente, diciamocelo!) doppiaggio inglese

Da notare poi che tra le fila dei doppiatori spicca un cast di voci noto a molti fan della serie Metal Gear Solid : il doppiatore di Ryudo, il protagonista è Cam Clarke ( il caro vecchio Liquid Snake) mentre Elena conta la voce di Jennifer Hale, ovvero Naomi ed Emma Emerich

Un vero peccato che il gioco sia solo in inglese anche per i testi, ma in ogni caso bisogna precisare che i dialoghi sono tutti comprensibilissimi e non si sfruttano termini anglofoni troppo astrusi (e che l’immancabile traduzione amatoriale italiana esiste grazie ai mitici figli di gaucci)

Parentele con Final Fantasy X

È interessante notare (cosa che credo sia capitata a tutti quelli che hanno giocato ad entrambi i titoli) le numerose parentele che la storia di Grandia 2 (anno 2001) ha nei confronti di quella di Final Fantasy X (anno 2002, parlando della versione internazionale), partendo dal contesto del pellegrinaggio religioso arrivando fino ai personaggi di Mareg/Kimhari, o il rapporto tra Ryudo e Melfice che ricorda in più di un frangente quello tra Tidus e Jecht

Ma è probabile che tratterò la cosa in un post dedicato più in la, quindi lasciamo n’attimo in caldo le speCULazioni del caso (e voi intanto giocatevi Grandia 2, così potete farvi le vostre idee)

recensione scritta originariamente per Cetramod.it il 9 luglio 2010


Andrea Xab Corinti

Scritto da

A (web) world citizen.