Sanremo Duemilatredici

Sanremo Duemilatredici

Perché si, si, LO SO che è uno spreco di soldi, che gli intrallazzi politico-televisivi palesi o nascosti sputtanano da sempre la (quasi sempre scarsa) proposta musicale

Ma ogni tanto il festival c’azzecca, ed è opportuno ribadirlo visto che notoriamente siamo un paese senza memoria.

SANREMO 2013

A livello musicale credo sia stato il miglior Sanremo degli ultimi dieci anni o giù di li:

Elio e le Storie Tese

che smerdano tutti come shpalman insegnava, illuminati d’immenso, caciaroni e tecnicissimi nelle semplici (anti)commercialità surreali figlie delli mejo Enzo Jannacci e Frank Zappa, cioè, giù il sopracciglio e standig ovation

Max Gazzè

che a me piace come bassista ma non come cantante, ha tirato fuori un pezzo che musicalmente pare la colonna sonora della vita di spazzacamini francesi ubriachi. Ed infatti m’è piaciuto un frego

Daniele Silvestri

che beh, con il Gazzè di cui sopra rappresenta il fronte della sinistra cantautorale e colta de na volta, e che viste le folli misticità dell’altro resta l’unico portabandiera dei cantautori DeGregoriani, con tanto di canzone per i non udenti (che è si una bella cosa ma pure una mezza furbata a voler esse maligni), bravo comunque è bravo

Annalisa

che l’è una bella pulzella (va detto, oh) ed è anche ahimè spalleggiata da quella deforme creatura infernale che risponde al nome di Maria de Filippi, ma devo ammettere che, per la prima volta, una cantante proveniente dalla scuderia della postinara costanzo non mi è dispiaciuta affatto. è una cosa molto strana, è un po’ come se un lottatore della Tana delle Tigri di punto in bianco iniziasse a combattere in modo leale (beh, almeno uno c’è stato, oh.)

Marta sui Tubi

che a tratti mi hanno ricordato pericolosamente i Negramaro (urgh) mi sono piaciuti non poco, anche se ahimè, passi la sinistra colta, ma è un dato di fatto che i Primomaggisti a Sanremo giocano troppo fuori casa

Antonio Maggio

che giusto di maggio si stava parlando, ha vinto meritatamente nei giovani pure lui con un po’ di Janacciaggine e un’aria alla Rino Gaetano che fa sempre piacere (e questo è pure intonato, croce e delizia degli anni 2000)

Il resto o non m’è piaciuto o non me lo ricordo (o ambedue le cose)

Fabio Fazio non scappa, si stringe, un po’ stressa

Per quanto riguarda lo show in se, diciamo che Fazio porta a casa la giornata grazie ad una Litizzetto esplosiva e alle proprie indubbie doti di autore televisivo, come conduttore però lascia parecchio a desiderare (ha una dialettica degna di un forrest gump fuso con ozzy osbourne) e sinceramente in quanto a ospitate il Morandi dello scorso anno lo batte della grossa (che poi l’anno scorso le ospitate fossero l’unica cosa a salvarsi è un altro paio di maniche), il livello di pseudo-humor da RAI postatomica è invece lo stesso

In definitiva penso che Bonolis resti il miglior conduttore del festival moderno, anche se Fazio è senzadubbio l’uomo più indicato per Sanremo, perché la sua impronta risulta molto meno oppressiva ( per intenderci, ho trovato l’influenza da “Un senso della vita” molto più pressante rispetto a quella di un “Che Tempo che fa” ) e soprattutto perché perché con Fazio ci sono state molte più canzoni ascoltabili e protagoniste (laddove invece di Bonolis ti ricordi Will Smith, Benigni, la PFM ospite ecc., ma del festival in se na ceppa)

La vera vittoria, tirando le somme, è di quel geniaccio di Mauro Pagani che si riconferma uno degli artisti più eclettici e capaci del nostro paese sin dai tempi di Giuseppe Verdi inchino

Aggiornamento Post-finale

Alla fine ha vinto Mengoni, terzi i Modà e secondi gli Elii. Vabbè, è un risultato che mi aspettavo (e anzi un po’ per gli Elii al secondo posto ho pure temuto, visto il bacino di pubblico televotante - che è composto al 80% da regazzine urlanti abituate al sistema reality)

Beh, un po’ lo scazzo Sanremo te lo deve dare, c’aggia fa.


Andrea Xab Corinti

Scritto da

A (web) world citizen.