Web Archive: Archeologia Cybernetica e il Tempo di Internet

Web Archive: Archeologia Cybernetica e il Tempo di Internet

“Ci avete mai pensato? Quando eravate bambini… Le sensazioni di allora… Le parole di allora… Le emozioni di allora… E quando diventate grandi… cosa vi rimane? Cosa buttate via? Il tempo non aspetta. Non importa quanto stretto lo teniate. Il tempo fugge. E…”  Artemisia Final Fantasy VIII)

Certe cose del web mi lasciano sempre interdetto.

Chi vive internet, o meglio chi ha vissuto un certo tipo di internet, penso sia senza ombra di dubbio invecchiato precocemente.

Perché ?

Perché ha dovuto adattarsi a rivoluzioni e cambiamenti rapidissimi, concepire realtà tra loro ben distinte e impietose qual’erano i primi siti, arcaici, e passando per le chat (e le varie forme di messaggistica istantanea, come msni forum e quelle gigantesche community che incorporavano un po’ tutto questo

Il Tempo del Web

Chi naviga assiduamente da più di una decina d’anni forse se ne è accorto: a percezione un anno su internet ha una durata estremamente diversa da quella di un anno reale.

Un po’ come per i cani va.

Pensateci un attimo: 9 anni fa facebook e youtube non esistevano, i concetti di social network e web 2 ancora avenieristici

Oggi sono lo standard e anzi già da qualche tempo sanno di vecchio, si sono dovuti reinventare per assecondare il prepotentissimo mercato smartphone, cosicché abbiamo vissuto moltissime rivoluzioni in pochissimo tempo

Il che poi è anche uno standard per l’ambito tecnologico:

la famosa storia del costosissimo computer ultrauber next-gen che, esattamente un secondo dopo il momento dell’acquisto, è già un dinosauro

Il mondo telematico cresce, muta e si evolve (o involve) ad una velocità esponenzialmente superiore a quella del mondo reale, che sempre più spesso al web si deve suo mal grado adeguare

Wayback Machine

Web Archive è un sito bellissimo e colmo di becero sadismo nostalgico:

Detta papale papale permette di vedere com’erano i siti web in un determinato anno, raccogliendo tutti i “residui” riesumabili dalla rete, anche quando quei siti magari non esistono più da un pezzo e i server hanno fatto kaputt

Una sorta di macchina del tempo internettiana, ma più indicativamente il cuore pulsante di quella che noi (e per noi intendo dire io) amiamo definire Cyberarcheologia.

E si, in questo momento dovete immaginarmi come se fossi una specie di Indiana Jones Cyberpunk (insomma, così)

Se vi sentite pronti, cliccate qui


Andrea Xab Corinti

Scritto da

A (web) world citizen.