Perché non mi piacciono più anime e manga?

Perché non mi piacciono più anime e manga?

Da un po’ di anni a questa parte io e gli anime-manga ci siamo persi per strada.

Quelli nuovi eh, intendiamoci.

Fanno eccezione giusto Psycho Pass e qualche altro caso mooolto sporadico, come il mio saltuario capitoletto del caro One Piece (che vabbè, è classe ‘97), Full Metal Alchemist o Last Exile

Il resto che mi ha preso è al 90% roba uscita prima del 2002

revy

Le ultime emozioni davvero forti in un animemanga che può dirsi nuovo le ho avute forse con Black Lagoon (anche qui parliamo di qualche anno fa - leggo ora che il manga è proprio del 2002) poi, togliendo i sopracitati e altri piccoli casi, c’è molto deserto nel mio sol levante.

manga rogue

Un po’ sarò stato indottrinato dalla Marvel e dai suoi film, che mi hanno spinto a rinvigorire l’antico amore per gli X-Men (analogo - ma più moderato - il discorso con Batman e la DC) nonché a scoprire un sacco di bella roba ‘mmerigana che mai avrei pensato potesse piacermi, e invece.

Un po’, e mi sento di dire un po’ tanto, c’è qualcosa che per me non funziona più nel grosso delle produzioni animato/fumettistiche del Sol Levante. E mettiamoci pure quelle videogiochistiche, già che ci siamo.

valkyria-chronicles

Si, lo so: ci sono sempre le eccezioni.

C’è che, ad esempio, devo ancora vedermi Si alza il vento di Mastro Hayao, che se ne è andato in pensione come Bloch.

si-alza-il-vento

Tuttavia Miyazaki non è propriamente definibile “nuovo”, ne “vecchio”…Miyazaki È l’animazione giapponese, ma non è l’anime.

Almeno, non nel senso strettamente universale, shonen del termine.

Miyazaki è Miyazaki punto e basta, cosa che si poteva dire giusto di Satoshi Kon e forse forse qualche altro autore che comunque s’è un po’ perso per strada (Masamune Shirow, Katsuhiro Otomo, Hideaki Anno…)

E, appunto, Miyazaki se ne è andato in pensione.

Lo so, lo so. Trattenete le lacrime però, che qua c’è da leggere il resto del post.

attacco-dei-giganti

Ecco, si, va bene: c’è questo Attacco dei Giganti che è piaciuto praticamente a mezzo mondo e si è guadagnato il capoccione nel cuore del Padiglione Napoleone a Lucca.

Forse è bello eh, io ancora devo vederlo.

Avessi voglia di farlo.

Il Giappone

giappone

Credo che in tutto questo incida ciò che è stato il Giappone, ciò che rappresentava negli anni in cui sfornava tutte quelle opere a cui mi sento più legato…e badate bene, io al Giappone mediatico devo quasi tutta la mia infanzia.

È un discorso che mesi fa il Dr Manhattan ha magistralmente descritto nel suo antro atomico.

Ecco, io all’anagrafe un po’ di anni in meno di lui li ho, eppure (sarà che son diventato vecchio presto, sarà che in quel mondo lì ci sono comunque stato svezzato) in tutto questo discorso mi ci rivedo un sacco.

Personalmente credo che la massa della produzione creativa nipponica risenta moltissimo del futuro dove viviamo.

Un futuro che non assomiglia a quello che esisteva già nella Tokyo anni ‘80 - ‘90, che ci siamo persi per strada.

Un futuro globalmente mai nato che credo abbia gambizzato una grossa fetta della vena creativa nipponica.

Poi chi lo sa, magari domani usciranno gli eredi moderni di Berserk, Slam Dunk e Parasite Eve tutti in una botta.

Magari ‘sto Attacco dei Giganti potrebbe pure pure piacermi.

Ma magari, appunto.

Magari.


Andrea Xab Corinti

Scritto da

A (web) world citizen.