Metal Gear Solid V: The Phantom Pain [Terze Impressioni a freddo]

Metal Gear Solid V: The Phantom Pain [Terze Impressioni a freddo]

Per le puntate precedenti:

  1. Prime Impressioni a caldo

  2. Seconde Impressioni a tiepido (?!) Sono più 60 ore. Che ho smesso di contare le ore.

Devo ancora raggiungere il “vero finale”, per cui preciso che la recensione vera e propria arriverà solo in seguito (quindi tra qualche secolo).

Bene. Inquadriamo subito l’elefante nella stanza:

The Phantom Pain è il Metal Gear Solid peggio narrato di sempre.

Fermi.

So che la tentazione è grande, ma quello che ho appena scritto NON equivale a dire “TPP ha una trama di merda”.

Perché non è affatto così.

La storia è intrigante, con dei colpi di scena ben orchestrati e delle chicche mica da poco….il “narrato” di cui sopra è una questione di tempistica, modi e, in sintesi…di regia.

Kojima s’è rimbambito ?

Affatto, seguitemi, è un discorso molto difficile da rendere senza correre il rischio di fraintendersi:

  1. The Phantom Pain è un gioco straordinariamente bello
  2. The Phantom Pain è anche un gioco straordinariamente vasto

Hideo Kojima, suo malgrado, in questa vastità ha letteralmente diluito il suo animo di regista, quasi a voler esorcizzare quel MGS4 che lo aveva concentrato tutto.

Serie TV

Spesso nei miei post ho evidenziato come da qualche anno a questa parte il “vero” cinema passi dalla televisione, dalle famigerate Serie che qualitativamente oramai superano di gran lunga la maggior parte delle produzioni hollywoodiane

Well I try to watch stuff every day, but I’m coming into Breaking Bad a bit late. I just got done with season two of Breaking Bad and that was pretty depressing. I got depressed for like a week. I was very pissed off, because I wasn’t the one to think of that story. That depressed me. The kind of topics they’re handling in Breaking Bad, the way they express them and put them on screen, let’s say I tried to create a game with similar topics and similar expressions, it would be hard to get approval in the company. The way these guys are putting the planning for this project and making it a commercial success – that’s somewhere I feel very jealous as a creator. - Gameinformer

Kojima è uno che di cinema se ne intende parecchio, e come si legge qui sopra, parlando di Breaking Bad, questa piega degli eventi non è sfuggita nemmeno a lui, tanto è vero che lo ha portato ad una sua personale versione di Serie TV.

Perché sì: come i vecchi Metal Gear Solid altro non erano che il sunto tra videogioco e cinematografia, The Phantom Pain è la degna fusione tra videogioco e moderno serial televisivo.

E già qui io parto con un applauso, giusto per ribadire la sempreverde avanguardia della miscela Kojimiana (per quanto anticipata in parte da Rockstar Games).

Il problema

Kojima è un regista da lungometraggio, non da progetto seriale.

È una cosa che non posso fare a meno di ripetermi ad ogni “Continua” e conseguenti titoli di coda posti alla fine di ogni missione:

Kojima sta narrando alla sua maniera, sacrificandosi fin troppo spesso nei ristretti tempi autoconclusivi che si è autoimposto.

E del resto non è certo un caso se le parti narrativamente più belle di The Phantom Pain abbiano un minutaggio decisamente più consistente (basti pensare a quella meraviglia di Prologo).

Come se non bastasse, compensare la marea di cutscene assenti tramite monotone audiocassette (sicuramente anche per ragioni di budget) non è proprio quel che si dice una scelta riuscita…e attenzione, non vale rispolverare Metal Gear Solid 2, perché le audiocassette non riescono nemmeno a replicare il fascino e l’emotività delle conversazioni via codec:

sono dei documenti estemporanei, freddi, privi della benché minima tensione narrativa.

Per intenderci, scene così non le puoi mica fare, con le audiocassette.

Il Troppo stroppia

Non è un caso se qualche giorno fa me ne sono uscito con un post che, citando Nobuo Uematsu, parlava della grandezza dei limiti:

The Phantom Pain, avendoli cancellati (almeno per lo standard della serie) si perde in una certa sconfinata vacuità, e finisce per soffrirne tantissimo.

E sì, lo so: con più tempo e altro budget le cose sarebbero andate diversamente.

Siamo d’accordo, tanto più che il comportamento di Konami si è dimostrato al limite del mafioso nell’ultimo periodo…ma, onestamente, non si può dire che quello per il quinto Metal Gear Solid non abbia rappresentato un investimento gargantuesco, tanto economico quanto in tempi di sviluppo:

le ambizioni di Kojima, al solito, semplicemente hanno sconfinato…solo che, a differenza del passato, a farne le spese sembra essere stata la sua macrostoria.

In ogni caso, ci risentiamo dopo il finale (sperando che Hideo mi smentisca alla grandissima)


Andrea Xab Corinti

Scritto da

A (web) world citizen.