Saint Seiya - Lost Canvas

Saint Seiya - Lost Canvas

C’è del marcio in Giappolandia.

Non vi è davvero altra spiegazione plausibile, mi trovo a dover riconfermare quanto già detto qualche mese fa.

Anche se, è bene specificarlo, qui per ragioni opposte:

Di solito io mi lamento di come gli animemanga recenti mi deludano.

Questo Lost Canvas, invece, è una figata. Chi mi ha deluso è stato il suo pubblico.

Per prima cosa, invito tutti ad approfittare della gentilezza di +Yamato Animation, che ha reso disponibili le due serie gratuitamente in streaming su youtube qui.

La versione Teshirogi della prima Guerra Santa

Saint Seiya - Lost Canvas

Alternandosi in parallelo al Next Dimension di Masami Kurumada, autore originale di tutte le peripezie astrologiche giapponesi, il Lost Canvas di Shiroi Teshirogi è forse la storia più bella dei Cavalieri dello Zodiaco dai tempi della classica saga del Grande Tempio (che volendo fare confronti impietosi LC a sceneggiatura supera pure, ma consideriamo che di anni ne son passati un bel po’)

La sua stessa esistenza è un ottimo motivo per prendere a schiaffi tutti i tizi che la menano quando ti lamenti di faccende moderne solo perché, a detta loro, “non ti piacciono giusto perché nuove e diverse in quanto tali”

Ecco, Lost Canvas è certamente diverso dalla serie originale: nuovissimo, con una scrittura fresca, da shonen decisamente al passo con i tempi (forse un po’ primi anni 2000), personaggi ripensati e caratterizzati in modo moderno ed intrigante

Eppure quella solennità, quell’epica e quel senso di dramma romantico che ha sempre contraddistinto l’opera di Kurumada, ci sono tutti.

E lo schema della Guerra Santa, con le sue inevitabili ripetizioni, pure: e forse questo oggigiorno può essere percepito come un difetto (lo è? non lo è? sarebbe da scriverci un post a parte)

E’ il mercato, bellezza!

Saint Seiya - Lost Canvas

Ma torniamo al mio sangue amaro con il Giappone: la serie anime, sfortunatamente, è stata segata dopo la seconda stagione (nonostante il manga prosegua), tanto per regalarci quel bel popò di capolavoro che risponde al nome di Saint Seiya Omega (di cui non parlerò, visto che lo conosco soprattutto grazie alle recensioni del Dottor Manhattan)

Ora: se il pubblico giapponese, nella fattispecie quello da shonen saint-seiyoso, preferisce vedersi Omega a Lost Canvas io con quel pubblico lì c’ho chiaramente qualche problema.

E magari non sono il solo, ecco.

L’obiezione costruttiva sarebbe:

“Vabbè ma c’è il manga…”

Saint Seiya - Lost Canvas

ecco NO, NO, NO!

Lo so che c’è, va bene, per fortuna…ma vorrei anche soffermarmi sulla qualità con cui questa serie animata è stata realizzata:

Disegni, fondali, animazioni…direi pure doppiaggio, se non che da vecchio fan italico mi è impossibile non pensare a quanto sarebbe stato bello sentirci sopra le voci di Ivo De Palma e soci…

Riguardo il film e corbellerie varie

A tal proposito, per ora non discuterò sul Legend of the Sanctuary, che per ragioni stilistiche m’ispira quanto una visita dall’oculista di Sirio il Dragone.

Tra qualche settimana forse ne riparliamo, comunque.

In the mean time, tifiamo tutti per la rivalsa di quel tipo di giappone animato a cui dobbiamo Lost Canvas, che secondo me avrebbe molte più cose da dire di tante fetecchie.


Andrea Xab Corinti

Scritto da

A (web) world citizen.