Sentire la mancanza di Berlusconi

Sentire la mancanza di Berlusconi

Non che se ne sia andato eh, intendiamoci, l’altro giorno s’è pure fatto vedere!

Ma beh.

Ora, lungi da me darlo per finito (quante volte ho visto gente stappare spumanti puntualmente rigurgitati qualche tempo dopo…), ma diciamocelo francamente:

Berlusconi è un rottame.

Sempre un uomo potentissimo, ok, ma oggi uno tra i tanti potenti che giocano con l’italica scacchiera, e soprattutto un prodotto politicamente pressoché invendibile anche ai suoi (con l’8 Novembre a Bologna direi che la cosa è diventata lampante).

Dieci anni fa, ben prima dell’avvento dei due Mattei, Berlusconi era signore e padrone incontrastato di una terra in tumulto.

E poi non è che arrivò Xena, la Sinistra (AHAHA), o la magistratura (beh un po’ quella sì)

Arrivò l’Internet di massa.

Fu quello che cambiò per sempre il gioco mediatico, proiettandolo in un altro secolo, allontanandolo per la prima volta in egual misura da televisione e carta stampata, ovvero i settori che Silvio mastica(va) e controlla come pochi altri…

Internet è la leva che ha mosso Grillo, palesemente, però è pure il fondamento della comunicazione di Renzi e Salvini.

Ma è troppo lunga da descrivere, la decadenza berlusconiana, e visto che manca ancora qualche atto al finale direi di riservarcela per il prossimo futuro.

Nessun revisionismo, chiariamoci: Berlusconi ed i suoi alleati sono stati un disastro per questo paese, addirittura peggio dei (pur quasi altrettanto disastrosi) governi centrosinistrici del post-Bolognina.

Il mio discorso qui è un po’ diverso: la verità è che mi manca essere antiberlusconiano.

E forse non sono solo.

Mi manca quel moto di (metaforicamente) violenta, virile irruenza adolescenziale, quello sfanculamento perenne, quel “Non siamo in buoni rapporti con mediaset!” ad una giornalista del Tg4, quel “Sì, siamo il Partito dell’Odio, e l’Odio ha VINTO!” goliardico per spaventare le vecchiette dell’Azione Cattolica, quel “Non saremo mai liberi finché ci sarà Berlusconi” che mi fece innamorare di una compagna di banco in prima liceo…

Da questo punto di vista, quanto si diceva di male di tanti antiberlusconiani (soprattutto noi che all’epoca del massimo splendore di Silvio eravamo teenager) non si allontanava mai troppo dalla realtà:

Il fatto che noi, minoranza rumorosa e indisciplinata, andassimo contro Berlusconi a priori, letteralmente per partito preso, è vero. Ammettiamolo, dai. (certo, pure lui ci metteva del suo)

Che Berlusconi, in quanto “nemico”, creasse coesione tra gente che in altri contesti probabilmente non si sarebbe manco seduta assieme per un caffè, è verissimo.

E vogliamo parlare della satira, della comicità…vogliamo parlare che ne so, di Benigni ?

Di cos’era il Benigni comico nel periodo del massimo berlusconismo ?

Fantastico, favoloso: un climax naturale sfociato da tutto quel discorso iniziato ben prima, ai tempi di Berlinguer ti voglio bene e compagnia cantante.

Oggi Benigni è uno che ogni tanto fa dei pipponi declamanti (pure carini eh, per carità).

Discorsi simili si possono fare in altri contesti: vedi Santoro, Augias, il pur antirenzianissimo Freccero

I “nemici” di oggi

Perché sì, oggi ci sono i Renzi, i Salvini, pure i Grillo ed insomma, i motivi per lamentarsi non mancherebbero, anzi.

Però è una lotta spenta, vaga, nauseata e parecchio disinteressata.

Per me, nel personale, c’è un po’ tutto il passaggio che va da un quattordicenne ad un trentenne in divenire, sommato allo spirito inglobante da balena bianca che Renzi sa certamente incarnare meglio, più moderatamente, del Banana.

Ma non penso sia tutto lì, e non penso che sia neppure, per dirla alla Travaglio, dovuto al silenzioso assenso degli intellettuali al renzismo…

è che…che cazzarola, Silvio era proprio un diavolo di nemico.

E questo, secondo me, bisogna riconoscerglielo.


Andrea Xab Corinti

Scritto da

A (web) world citizen.