Deadpool [Recensione]

Deadpool [Recensione]

Togliamoci subito il dente avvelenato:

Deadpool è un film costruito per Internet.

Come tale, è un film che nella sua promozione, diffusione, “memevisione” da social network ha fatto (e farà) di tutto per farsi odiare.

è una sindrome da rigetto piuttosto comune, che riguarda un sacco di faccende diverse ed effettivamente interessa il personaggio già da parecchio tempo…

Tuttavia nella mia recensione tutto questo discorso proverò ad ignorarlo, e al solito considererò il film solo per quello che è in se stesso.

Prima di tutto occorre un breve preambolo sulla storia editoriale del personaggio, perché spiega molte delle cose che scriverò poi:

Il Deadpool fumettistico

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Deadpool nasce, cresce e (non) muore come ottimo comprimario.

Davvero, per citare un esempio che li vale tutti leggetevi la splendida serie di Uncanny X-Force scritta da Remender nel 2010, con un team che oltre al nostro pazzoide conta quella strappona di Psylocke, Logan prezzemolo Wolverine e il Diabolik francesino (Fantomex):

ecco, in quel contesto Deadpool, nel suo ruolo da gregario, funziona semplicemente alla grande.

Viceversa, almeno secondo chi vi scrive, le storie in cui Deadpool è il diretto protagonista funzionano parecchio meno.

Specifico che non ho una conoscenza esagerata del personaggio, ma la mia impressione oltre i limiti del superficiale è stata un po’ quella.

Le responsabilità di essere una macchietta

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Non che il buon Wade Wilson sia solo questo, ma fondamentalmente al 90% questo è quello che passa di lui:

un personaggio totalmente suonato, che abbatte abitualmente la quarta parete, snocciola riferimenti alla pop culture a più non posso e finisce di continuo nel bel mezzo di amorevoli mattanze.

Praticamente, Deadpool è un po’ l’incrocio ideale tra The Mask, Spiderman, uno Youtuber ed un Wrestler.

Gioco forza, è l’incarnazione fumettistica di ciò che è buona parte dell’internet contemporaneo.

Il film

(detto da lui è un po’ paradossale, non trovate?)

Per una volta il fatto che i diritti Marvel siano sparsi in giro potrebbe aver giovato alla riuscita del film:

Deadpool è infatti prodotto dalla 20th Century Fox (come i vari X-Men), ergo non fa parte del fin troppo ingombrante cineverso Marvel Studios, e penso sia stato un bene per entrambi:

per Deadpool, in particolare, c’è stata la possibilità di fregarsene altamente di pericolose macrotrame ventennali e progetti a lungo termine, puntando tutto quanto sul più puro intrattenimento da una botta e via.

L’eccezione, ovviamente, sarebbero i sopracitati X-Men…che rappresentano comunque poco più di un elemento di sfondo (e hanno già una storia “editoriale” complicata per i cavoli loro).

Regia

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Tim Miller è alla sua seconda prova dopo The Goon e direi che offre una regia niente male, anche se personalmente le scene d’azione m’hanno annoiato parecchio, forse per via dell’overdose da bulletime (certe sequenze sono il sogno bagnato di Max Payne).

In generale, se Deadpool non dicesse qualche cazzata ogni petosecondo ci si annoierebbe davvero in fretta, ma per contro questo impedisce ad ogni altro momento di spiccare più di tanto (come le parti dedite alla love story, che non sono girate affatto male, anzi).

Ryan Reynolds & Co

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Ryan è bravissimo, sembra nato per questo ruolo e uscito dall’immaginazione collettiva dei lettori di fumetti Marvel:

In effetti, Deadpool è probabilmente uno dei personaggi resi più fedelmente in una trasposizione cinematografica.

Buona prova anche per Francesco Venditti (sì, il figlio di Antonellone nostro), che porta a casa un signor doppiaggio ingiustamente bistrattato da molti fan (soprattutto quando dall’altro lato abbiamo un cattivo con la voce a metà strada tra Mal e Raz Degan…)

Il resto del cast fa il suo, con una menzione di merito per la bella veneto-brasiliana Morena Baccarin.

Strizzate d’Occhio

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Prendendo in prestito la grandiosa definizione di JJ Abrams made in Leo Ortolani, direi che qui ci troviamo di fronte ad un caso abbastanza simile, ma con una strizzata d’occhio collettiva da parte di tutta la produzione:

C’è un Deadpool che ad ogni momento continua a chiamarci come un bambino molesto in cerca d’attenzioni, ribadendo ai limiti della disperazione un implicito urlo:

“Guardate quanto sono simpatico! Quante battute! Quante parolacce! PROOOOT! Visto che gag?! E c’è anche la scena dopo i titoli di coda come nei film della Marvel dei grandi! Visto che bravo che sono?? Chimichanga!”

Ora, intendiamoci: non sono sicuro che tutto questo “strafare” sia considerabile come un vero e proprio difetto del film.

Perché, parliamoci chiaro, se vuoi fare un film con Deadpool come protagonista, non puoi non girarlo in questa maniera, almeno se vuoi evitare di snaturare il personaggio.

Ed ecco, la fedeltà qui c’è tutta, assolutamente, e l’intrattenimento pure…

Conclusioni

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“Sto per massacrarti come i Limp Bizkit hanno massacrato la musica negli anni ‘90”

Il problema semmai, è proprio a livello concettuale:

Deadpool è un film divertente per farsi quattro risate, ma anche tra i più dimenticabili della grande abbuffata cinefumettistica che attraversa questi nostri anni.

Non è quel mix epico-comico-avventuroso per famiglie che è stato il meraviglioso Guardiani della Galassia, ma nemmeno una puttanata tafazziana come i film solisti del povero Wolverine:

Per certi versi in effetti Deadpool assomiglia molto ai cinecomic che uscivano prima che li chiamassimo cinecomic con tanta confidenza, cioè la lunga schiera che contempla i vari vecchi Batman, Blade, X-Men, ma anche Sin City o gli Spiderman di Raimi:

soprattutto nei suoi lati più seri (davvero, ci sono anche quelli), trovo che Deadpool risulti un parente più stretto della scuola anni ‘90 - primi 2000 che dell’odierna overdose trainata dalla Marvel Studios.

Valutazione

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Deadpool è un film che può piacere ad un sacco di gente, ma dare immenso fastidio a chiunque malsopporti la sovraesposizione mediatica (e al MOIGE, se ancora esiste).

Durasse un po’ meno e fosse uscito una decina d’anni fa probabilmente ne avrebbe guadagnato parecchio, ma anche così resta un film divertente, convincente e ben strutturato.

3 Braccobaldi e mezzo su 5


Andrea Xab Corinti

Scritto da

A (web) world citizen.