Addio Gazebo: un disastro per la RAI

Addio Gazebo: un disastro per la RAI

Diego “in arte Zoro” e tutta la sua ciurma passano a La7, e così il servizio pubblico perde una delle sue realtà più importanti.

La Querela di Alfano

Per quanto mi riguarda la nota più dolente, triste e sconfortante dell’abbandono è legata al silenzio successivo all’azione legale dell’attuale Ministro degli Esteri.

Ecco.

Io da spettatore, da cittadino italiano n’azienda che non fa quadrato attorno ad un proprio “prodotto” (o per meglio dire attorno ai propri dipendenti) per non urtare l’animo di uno che è stato “ministro di tutto” [cit] e vanta più capelli che elettori, non la posso seriamente considerare “cosa pubblica”.

L’importanza di Gazebo

Forse a Viale Mazzini non ce ne si è resi pienamente conto, non si pesa bene l’importanza di un programma “low cost” che racconta storie e luoghi tanto scomodi in modi così innovativi e al passo coi tempi digitali.

Soprattutto, dell’essere forse “tifosi”, ma mai ultrà:

si veda a titolo d’esempio l’ultima puntata, con la discussione tra Diego ed il contadino del centro Italia in preda a sfoghi razzisti e “nostalgie” pericolose, magari deprecabili (loro), ma che non per questo devono farci scordare che provengono da un essere umano esasperato, non da un mostro-zimbello.

E nel clima da derby perenne, da insulto facile (e gratuito) proveniente da ogni schieramento in campo, questa forma di rispetto per me ha un valore immenso.

La mossa d’Egitto

Dall’altro lato, si segnala il colpo da maestro di Urbano Cairo partito col passaggio La7 di Andrea Salerno, culminato in un matrimonio quasi logico:

Il totem Marco Damilano, palinsesto, budget e temi di fondo della rete s’incastrano alla perfezione con la cifra gazebica:

Negli ultimi anni La7 è diventata praticamente una rete All News a sfondo politico, con (altalenanti) talk show ed ottime inchieste (chiedere a Formigli), praticamente il pane di Diego Bianchi & Soci, che non a caso vantano già numerose incursioni alla corte di sua maestà Enrico Mentana.

Commento

Circa quattro anni fa scrivevo da queste parti che “Gazebo mi ha fatto tornare a guardare la televisione”

La cosa importa perché, ovviamente, col tempo questo è diventato vero per un numero sempre crescente di persone e per me in particolar modo un buon motivo per guardare la RAI la stessa che ho sempre cercato un minimo di difendere, almeno nel mio piccolo, sopratutto sponda RAI3.

Perché Gazebo è in una botta sola la salvezza di TV, twitter, satira e approfondimento politico in Italia.

E sono certo che lo sarà ancora, nella sua nuova squadra, e questo mi rende molto felice.

Che la TV di Stato perda quella che era la sua punta di diamante…ecco, quello un po’ di malinconia me la mette.


Andrea Xab Corinti

Scritto da

A (web) world citizen.