[Netflix] Death Note - Il film, e le imbarazzanti premesse

[Netflix] Death Note - Il film, e le imbarazzanti premesse

Hello, America.

donald trump melania piano
Vintage!

So che suona strano, ma siamo nel 2017, e l’Era Digitale ha contribuito ad abbattere diverse barriere culturali! (nonostante il mondo “reale” non veda l’ora di crearne delle altre)

Lo scrivo perché un “Facciamo arrivare Ringu al grande pubblico con The Ring” nel 2002 poteva avere un suo senso:

Era un’epoca ancora saldamente legata a DVD noleggiati al Blockbuster, dove spesso o mettevi in moto le dogane importando oppure t’attaccavi. (Vero Advent Children?)

Ma oggi ?

Davvero l’americanizzazione risulta ancora così importante ?

Voglio dire, proprio su Netflix possiamo trovare opere quali:

  • Pandora, lungometraggio sudcoreano
  • Ingobernable, serie TV messicana
  • Il processo di Tokyo, mini-serie olandese
  • Suburra, serie in uscita entro l’anno tratta dall’omonimo film italiano

Per non parlare delle varie serie britanniche di abnorme successo proprio negli states (Sherlock e Downton Abbey, giusto per citare quelle più ciccione)

Cosmopolita

È uno dei vantaggi del momento storico che stiamo vivendo e, anche se il monopolio cinematografico di Hollywood non è certamente crollato, un po’ inizia a scricchiolare.

Ergo, a che diavolo serve fare un live action USA di Death Note ?

Certo, ci sarà pure il solito discorso commerciale di cui abbiamo discusso di recente parlando di cinema e videogiochi…ma ragazzi dai, non scherziamo:

Il potenziale pubblico di un film tratto da Death Note da un’operazione del genere parte ostile e finisce incazzato, anche aldilà di ogni ragionevole oggettività.

Trailer

Braccobaldi Oggettivi

Braccobaldo

Perché intendiamoci, potrebbe pure venir fuori un bel film. 1

Ovviamente il fatto che simili americanate non godano di ottimi precedenti (chiedete a Dylan Dog, Dragon Ball o Ken il Guerriero) non aiuta, ma non si puoi ma dire:

Willem Dafoe per esempio è un attore fantastico e ce lo vedo/sento molto bene nei panni di Ryuk, inoltre va detto che le produzioni Netflix vantano un buon standard qualitativo.

Precedenti Inestimabili

(certo che il doppiaggio spagnolo era veramente imbarazzante…)

Parlando di adattamenti di tutt’altra risma, vale la pena ricordare di come i fantastici Spaghetti Western di Sergio Leone siano stati praticamente ricalcati dai film di Akira Kurosawa, sebbene con un’ambientazione e uno stile del tutto nuovi. 2

O ancora, restando in America, ricordiamo che il meraviglioso Scarface di Brian De Palma è il remake dell’omonimo film di Howard Hawks del 1932 con alcuni adattamenti geniali per farlo quadrare nella sua epoca (Miami, Cocaina e Cubani al posto di Chicago, Alcool e Italiani)

In generale gli esempi di rifacimenti meritevoli si sprecano…tuttavia, il discorso con Death Note regge poco:

Memoria Collettiva

death note

Anzitutto Death Note è un manga abbastanza recente (2003), ed un prodotto dallo spropositato successo internazionale:

È stato uno dei seinen moderni più importanti e d’impatto nella storia recente, aiutato anche dall’esplosione di cosplay e dall’ “otaku wave” scoppiata globalmente proprio in quello stesso periodo.

Tutto ciò ha un peso abnorme in operazioni di questo tipo:

Esistono ancora ragazze innamorate di L, dei Light Yagami wannabe tutti ciccia & brufoli, un’industria erotica che cura la propria linea d’abbigliamento utilizzando Misa Amane come standard eccetera eccetera.

Insomma, se a questi gli tocchi Death Note rischi di radicalizzarli che manco un terrapiattista vegano dell’ISIS.

Questioni Razziali

Come dicevo dalle parti di Ghost in The Shell (ci siamo quasi!) in taluni casi il whitewashing lo posso pure comprendere, perché magari è collegato ad un nome altisonante che il film aiuta a venderlo, e quindi produrlo (Scarlettona di questi tempi è una bella prezzemolina mica per niente).

Tolto Dafoe, direi che non è certamente questo il caso…ed è un po’ naturale che il povero Keith Stanfield risulti quello che rischia di farne più le spese: 3

Senza girarci troppo attorno, pare l’inevitable black guy piazzato lì dall’industria del politicamente corretto.

non mi stancherò mai di ripostare questo video

E sì, lo so che è un ragionamento del cazzo, che a Teatro va bene tutto, che contano le capacità interpretative e bla bla.

Tutto vero e sacrosanto: ma esiste la pubblicità, l’impatto virale, l’istinto collettivo:

L’accoglienza riservata al Ghostbusters del 2016, tutto al femminile, dovrebbe aver insegnato qualcosa.

Conclusioni Personali

A suo tempo ho apprezzato molto Death Note ma non ne sono mai stato fanatico, quindi una volta tanto posso vantare un approccio abbastanza neutrale in questa faccenda.

Diciamo che, ribadendo quanto detto sopra, operazioni simili mi lasciano sempre perplesso a livello concettuale, quindi boh.

(e in confidenza il trailer m’ha fatto abbastanza schifo.)

Vedremo.

Nel dubbio, accatateve na mela!

  1. Certo, il trailer fa piuttosto cagare e non ci credo io per primo…ma hai visto mai. 

  2. Discorso simile per “I magnifici sette”, che tuttavia per quanto mi riguarda soffre di un gap ben più grande con l’originale capolavoro “I sette samurai” 

  3. Che poi, detto francamente, a me dopo il trailer lascia interdetto soprattutto Nat Wolff. 


Andrea Xab Corinti

Scritto da

A (web) world citizen.