Il Netflix che non ti aspetti #1

Il Netflix che non ti aspetti #1

Perché certo, le serie tv la fanno da padrone ed è facile concentrare tutta la propria attenzione sulle sfavillanti nuove esclusive per questa meravigliosa piattaforma, eppure il catalogo Netflix è tanto sconfinato che molte cose rischiano di passare in sordina tra un Black Mirror e l’altro, quindi ho pensato di segnalare in questa rubrica saltuaria alcune belle cosette.

Cosa vedere su Netflix

Spaziando un po’ a tutte le latitudini aldilà di ogni genere e retorica!

Coraline

Coraline

Come ribadisco spesso da queste parti, io amo alla follia la scrittura di Neil Gaiman, eppure tutto sommato trovo che questo Coraline cinematografico (classe 2008) superi anche il libro da cui è stato tratto, ma forse a parlare è il mio amore per la step-motion:

Coraline è una dolce fiaba dark piena di quel gusto gotico che non può non rimandare al genio di Tim Burton, e del resto alla regia troviamo un certo Henry Selick già regista di The Nightmare Before Christmas (che non ha bisogno di presentazioni e rappresenta con ogni probabilità il capolavoro assoluto del genere).

Selick e lo studio Laika hanno fatto un lavoro tecnicamente eccellente, sfruttando uno dei soggetti più “semplici” di un autore sensazionale. (a proposito di Gaiman: se si riesce prossimamente parliamo anche di quella meraviglia di American Gods, visto che ci stanno facendo sopra una serie)

Se avessi una figlia, credo che questo sarebbe uno dei primi film che le farei vedere (a costo di spaventarla a morte 👹)

Mean Streets

Mean Streets

Per la quota classici, un mitico caposaldo del cinema italoamericano di sua maestà Martin Scorsese classe ‘73:

Devo dire che non lo riguardavo da davvero troppo tempo e per la prima volta ho potuto apprezzare la coppia Harvey Keitel / Robert De Niro a qualità rimasterizzata, nonché in inglese:

Intendiamoci, nulla contro il bel doppiaggio italiano con il meraviglioso Gigi Proietti che presta la voce al “Johnny Boy” di De Niro (forse prima che il grande Ferruccio Amendola la facesse da padrone), semplicemente la qualità audio dei nostri dialoghi sente tremendamente il peso del tempo, a differenza della traccia originale (che sicuramente ha avuto ben altri strumenti di conservazione).

Abstract: The Art of Design

Abstract: The Art of Design

Recente produzione documentaristica seriale Made in Netflix: per ora ho visto solo il primo episodio (dedicato al fantastico illustratore Cristoph Niemann) e l’ho trovato meraviglioso ed interessantissimo.

Dovessi dire, penso che potrebbe intrigare molta gente che col design non ha niente a che fare.

Di mio (anche se piano piano) intendo proseguirmela per benino.

The OA

The-oa

Vabbè, qui andiamo nella canonica serie-tv da Netflix, quindi esulerebbe un po’ dal senso della rubrica ma, essendo fresco fresco di visione, mi pareva giusto spenderci due parole tanto per dare un gusto in più alla mia gelateria:

The OA è una serie interessante anzitutto per il ritmo e la struttura con cui è narrata.

Un caos ordinato, anticonvenzionale e voluto, un caos che tocca tematiche parecchio profonde e intrippanti (forse esagerando pure un pochetto, tipo sul finale dell’episodio 5) reggendosi soprattutto grazie a ottime interpretazioni e un’ottima regia, oltre che l’eterna angosciosa domanda:

“Esiste qualcosa dopo la morte?”

Inutile dire che attendo con trepidazione la seconda stagione.

Thank You For Smoking

Thank Thank_you_for_smoking_Poster

Uscito ormai un bel po’ di anni fa (2005), l’ho scoperto per la prima volta proprio grazie a Netflix:

Esordio alla regia di Jason Reitman (figlio del più noto Ivan, regista di tale Ghostbusters, forse ne avete sentito parlare) Thank You for Smoking è una divertente commedia non nera ma certo un minimo grigio-fumosa (ahaha) incentrata sulla figura di Nick Naylor, lobbysta-promoter di un prodotto inequivocabilmente nocivo alle prese con l’industria del politicamente corretto:

Devo dire dire che la trovo più attuale oggi che nel decennio in cui è uscita.

Nel ruolo di Nick troviamo un Aaron Eckhart magistrale, attore che forse ricorderete per il suo ottimo Due Facce ne Il cavaliere oscuro, ruolo fin troppo spesso sottovalutato a causa del celeberrimo e bellissimo Joker di Heath Ledger (e della tragica morte che se lo portò via).

Oh, e a proposito di Batman: forse per compensare la bella prova di Eckhart c’è pure una pessima Katie Holmes (sta ragazza dopo la fine di Dawson Creek ha completamente dimenticato come si recita, boh).

See you next time!

Bene, per oggi direi che abbiamo finito!

Se volete segnalatemi pure voi roba in allegria (anche se confesso di avere TVShow Time che scoppia)

Nel frattempo, impegnamoci tutti e sfruttiamo a dovere quel benedetto deca al mese

non si potrà andare via, ma almeno oggigiorno per netflix basta e avanza! (con l’inflazione e tutto)


Andrea Xab Corinti

Scritto da

A (web) world citizen.