Intervista a Hironobu Sakaguchi [Tradotto da Glixel]

Intervista a Hironobu Sakaguchi [Tradotto da Glixel]

Il papà di Final Fantasy racconta un bel po’ di cose riguardo il suo processo creativo, quelle che sono state le sue influenze, il rapporto con Akira Toriyama, Final Fantasy XV e (soprattutto) il venturo Remake di Final Fantasy VII.

Premesse & Disclaimer

Ho liberamente tradotto questa bella intervista ad opera di James Mielke, apparsa su Glixel circa un mese fa.

Semplicemente, come chi ha già frequentato questo affacendato, confuso e polveroso blog saprà, io sono perdutamente innamorato della serie Final Fantasy…almeno, fino al decimo capitolo (per cui nutro comunque qualche riserva), e l’ammirazione che provo per quest’allegro signore baffuto è difficilmente quantificabile…quindi niente, mi pareva il modo migliore per iniziare questo 2017 😌

PS:

Pubblicate, quotate e diffondete liberamente tutto ovviamente! (Magari sparando un link a questo post mentre lo fate, per amor del vecchio galateo digitale)

Sì, lo so: è un autentico Maestro di vita

Intervista a Hironobu Sakaguchi

Questo marzo lei è stato invitato a parlare sul palco dell’evento Uncovered Final Fantasy XV, il che ha rappresentato una sorpresa. È anche parsa una sorta di rinconciliazione tra lei e Square Enix. È così che dovremmo interpretarla ?

Questa è una domanda difficile. Vuoi la risposta onesta ? In quanto società, ha senso che la Square Enix ponga una certa distanza tra me e lei. Ovviamente, ho avuto un’influenza importante nelle persone che erano lì e questa non è necessariamente una cosa positiva per una compagnia che ha bisogno di proseguire il suo percorso e continuare a crescere. Posso capire perché le cose sono andate come sono andate. Comunque, sono passati 15 anni, e le persone che lavorano ai Final Fantasy oggi non sono le stesse con cui ho lavorato io ai miei tempi, quindi la mia influenza su di loro non risulta così grande come avrebbe potuto essere percepita in passato.

Non parlerei quindi di riconciliazione, più che altro di una nuova era. Ma penso che Square Enix è anche spaventata dalla possibilità che la gente associ un qualsiasi successo del nuovo Final Fantasy con quello che è stato visto come un mio ritorno, come se avessi influenzato il vieogame o fossi stato coinvolto nel suo sviluppo. Quindi vogliono semplicemente che ogni tanto mostri la mia faccia in quanto creatore della serie.

Quindi ha rappresentato più che altro un endorsement ?

Sì, esatto.

Come l’hanno contattata ?

Ho cenato con Tabata-san 1 qualcosa come tre volte. Voleva un’intervista come questa, per parlare della creazione di Final Fantasy, non essendo presente a suo tempo. Quindi, avendo ereditato il testimone della serie, si chiedeva con chi fosse meglio parlare della genesi della stessa ed è arrivato a me. Abbiamo cenato parecchie volte e parlando con lui, gli ho detto che mi piaceva il suo modo di ragionare. Stava facendo del suo meglio per rendere Final Fantasy XV qualcosa d’impatto. Alla fine di una di queste cene, mi ha chiesto se sarei potuto salire su un palco e dire alla gente che il suo team era all’altezza del compito. Pensava che la cosa avrebbe potuto galvanizzare il suo team di sviluppo.

Quest’anno Final Fantasy compie trent’anni. Se Square Enix volesse coinvolgere il team di sviluppo originale per un progetto commemorativo, diciamo Yoshitaka Amano 2, Nobuo Uematsu 3 e lei, come risponderebbe ad un’eventuale proposta ?

Beh, dovremmo farlo in pixel-art. Sarebbe divertente se si trattasse di un video promozionale o qualcosa del genere, non certo un videogioco vero e proprio. Ci vuole molto lavoro per realizzare un videogioco.

Sarei stato curioso di vedere cos’avrebbe potuto realizzare nel periodo in cui ha iniziato a lavorare nello sviluppo di videogiochi avendo a disposizione i mezzi tecnologici odierni

Forse non mi sarei dedicato allo sviluppo di videogiochi. Mi sarebbe sembrato un settore intimidatorio. Non è un qualcosa che potrei realizzare da solo.

Quante persone hanno realizzato il primo Final Fantasy ?

Alla fine, probabilmente 20. Ma all’inizio eravamo solo in quattro.

Quindi, non avremmo avuto un suo videogioco se la tecnologia del 1987 fosse stata quella di oggi?

No, penso di no.

Cosa prova nei confronti dei remake di Final Fantasy ?

Da una parte, ci sono dei vantaggi nel creare remake. Per esempio, i Final Fantasy originali avevano personaggi con teste grosse, tozze. Questo stile non vende particolarmente al di fuori del mercato giapponese. Quindi, i remake introducono questi vecchi giochi in un modo diverso e lo apprezzo perché possono essere apprezzati da un pubblico più numeroso. Ma personalmente, come creatore, preferirei che gli sviluppatori concentrassero le loro energie nel creare qualcosa di nuovo. Per esempio con Final Fantasy XV Tabata ha creato una storia, dei personaggi ed un mondo interamente nuovi. Penso sia grandioso. Ma come ho detto, i remake hanno un loro scopo.

È stato informato in anticipo riguardo il remake di Final Fantasy VII, prima che venisse annunciato al pubblico l’anno scorso?

No.

La cosa l’ha colto di sorpresa?

Sì.

I fan lo volevano da molto tempo. Le aspettative che venisse realizzato erano andate scemando, quindi l’annuncio all’evento Sony è stato un momento emozionante

Sì, però i remake sono qualcosa di difficile. Guarda Star Wars. George Lucas ha aggiunto nuova CGI ai vecchi film ma le persone continuano a preferire gli originali. Non dico sia qualcosa di sbagliato, penso solo sia parecchio difficoltoso.

CyberConnect è responsabile del cuore dello sviluppo del remake, ed è un ottimo studio. Se dovesse dar loro un consiglio riguardo cos’è essenziale per Final Fantasy VII, quale sarebbe ?

Penso sia un impegno abbastanza gravoso…voglio dire, abbiamo visto le preview del remake e ovviamente ogni componente visuale è cambiata. Il che significa che i combattimenti dovranno cambiare di conseguenza, e che probabilmente impiegheranno scontri in real-time. Penso che debbano fare un videogame del tutto nuovo che condivide personaggi, storia e mondo dell’originale. Quindi, non c’è davvero nulla che mi sento di consigliare. Fate quel che volete, immagino

Molti anni fa ho intervistato Nobuo Uematsu, chiedendogli come si sentiva dopo che lei aveva abbandonato la Squaresoft. La sua risposta, parafrasando, è stata “Penso che il giorno in cui Sakaguchi-san ha lasciato Squaresoft, loro avrebbero dovuto smettere di realizzare dei Final Fantasy”. Ha qualcosa da dire in proposito ?

Nel periodo in cui ho lasciato la compagnia, in effetti mi è sembrato che Squaresoft stesse portando la serie verso una direzione che non apprezzavo, in particolare con Final Fantasy XIII. Non sono stato particolarmente felice di lui. Ma, dopo aver lasciato la compagnia, e col tempo, ho iniziato ad accettare il fatto che ero io quello che se n’era andato, e che loro erano liberi di fare quel che volevano con la serie. E di recente ho visto Final Fantasy XV, e anche se non conoscevo e non ho mai lavorato con Tabata-san, osservando il suo lavoro di produzione sento che ha addottato lo spirito che avevo io in origine, quando ho creato la serie. Penso che, nelle mani di gente di talento, lo spirito originale della serie stia ritornando.

C’è qualche serie dell’era PlayStation, nel periodo più prolifico di Squaresoft, che pensa sarebbe interessante rivedere oggi?

Adorerei lavorare ad un nuovo Tobal, per via di Akira Toriyama 4.

Parlando di Akira Toriyama, Nobuo Uematsu ha fatto presente che, nonostante abbiano collaborato in molti titoli, non lo ha mai incontrato dal vivo. Lei lo conosce di persona?

Sì, lo conosco e in realtà ho fatto dei viaggi con lui a San Francisco e Los Angeles.

Com’è lavorare con lui? È riservato come dicono?

Lavora da solo nel suo studio di Nagoya. Io devo solo dirgli lo scenario, la mia visione del mondo e la personalità dei personaggi. Il resto dipende dalla sua immaginazione. Io do dei pareri a proposito delle sue prime quattro o cinque bozze, e di solito cambia poco dalla primissima bozza. Lavoro anche con il suo produttore, il signor Kazuhiko Torishima, ex editor del Jump magazine. Effettivamente lui ha molta voce in capitolo in termini di design. Dà un feedback riguardo l’impatto del design sui consumatori. Noi tre lavoriamo assieme per trovare un valido compromesso. Il signor Torishima ha praticamente scoperto e cresciuto Toriyama dai suoi primi giorni. È una sorta di figura paterna per lui.

C’è stato qualche problema nel coinvolgerlo per Chrono Trigger? Eravate preoccupati ad averlo come designer di mondo e personaggi, temendo che potesse portare troppo del suo bagaglio personale ?

Sono sempre stato un grandissimo fan del lavoro di Toriyama, e penso che tutti lo siano. Lavorare con Toriyama è stato il mio sogno più grande e volevo semplicemente farlo. Non m’importava di un’eventuale sovrapposizione stilistica con Dragon Quest fintanto potessi finalmente lavorare con lui. E continuo a pensarla allo stesso modo.

Blue Dragon ha avuto sia Toriyama che Uematsu nel team di sviluppo, un eredità del Chrono Team. Qual’è stata la parte più soddisfacente dello sviluppo di quel gioco ?

Quando ho visto per la prima volta le illustrazioni di Toriyama-san, ovviamente. Ma volevo che il gioco si percepisse come una claymation. Non troppo realistico, ma nel modo in cui la luce si rifletteva sui personaggi. Quando ho visto per la prima volta i personaggi di Blue Dragon muoversi in un ambiente concepito per il 3D, quella è stata un’esperienza emozionante.

Traspare qualità nella realizzazione fisica dei personaggi

Sì, e volevo fossero il più possibile vicino allo stile delle illustrazioni di Toriyama-san.

Crescendo, quali film e programmi televisivi guardava? Quali hanno avuto un grande impatto creativo su di lei?

Ho guardato tutte le più grandi produzioni della pop-culture. Cominciando con Tezuka Osamu, Ultraman e Kamen Raider, e i lavori di Ishinomori Shotarou che ha scritto Black Jack e Kamen Raider. Star Wars era davvero il massimo quando frequentavo le scuole superiori, e anche Flash Gordon. I Lavori di Hayao Miyazaki, e Gundam. Da bambino amavo molto gli anime e probabilmente li ho visti tutti. Quando ero alle superiori, ero un po’ “punk”. In Giappone, i ragazzini a scuola di solito indossano uniformi ma nella mia non era necessario, quindi potevo lasciare il campus inosservato senza finire nei guai perché indossavo vestiti normali. Quindi, durante le ore scolastiche, me ne andavo al cinema.

All’epoca i film restavano nelle sale per parecchio tempo. Star Wars ed E.T. sono rimasti nei cinema per un anno e mezzo. Allora era più facile per i film avere un grosso impatto nelle nostre vite.

Per me, l’impatto più grande probabilmente è stato Blade Runner. Non sapevo nulla del film prima di guardarlo. Restai senza fiato. Nausicaa fu un altro. È un anime perciò le mie aspettative erano bassissime. Non c’era nient’altro in sala ed io e un mio amico eravamo annoiati, quindi ci siamo detti “vabbè, vediamoci questo stupido anime-movie”, ma alla fine del film eravamo entrambi in lacrime.

Quale altra opera fantasy l’ha ispirata?

Più o meno nello stesso periodo, fui molto influenzato dalla Saga di Guin di Kaoru Kurimoto. Casualmente la copertina venne realizzata da Yoshitaka Amano. Quando Kurimoto ha iniziato a scrivere la serie, sosteneva che avrebbe scritto un centinaio di libri. È praticamente un setting fantasy. E penso che in effetti lei abbia scritto più di cento libri, includendo le storie secondarie, prima che morisse nel 1979. Era un vero genio. Nel 2005 hanno pubblicato il centesimo libro, ma una volta pubblicato tutto il suo materiale si contano 155 libri in tutto. Io ne ho letti solo trenta o quaranta.

Ho sentito che lei è un buon musicista, è vero?

In effetti alle superiori volevo diventare un musicista. Volevo fare il cantante/cantautore. Ho preso lezioni di piano da bambino, suonavo la chitarra e cantavo. Ero ispirato da artisti giapponesi come i Southern All-Stars, ma anche musicisti internazionali come Stevie Wonder e Queen.

Crescendo, i suoi interessi sono cambiati?

Beh, con la band non stavamo andando da nessuna parte e, quando avevo all’incirca vent’anni, venne rilasciato l’Apple II. Da quel momento in poi tutti i miei sforzi si concentrarono sull’Apple II.

Tornando alla Saga di Guin, tento di trovare un collegamento che spieghi perché Final Fantasy abbia avuto un’ambientazione fantasy invece che sci-fi, essendo molte delle sue influenze collegate alla fantascienza.

Ovviamente, la storia di Final Fantasy è stata pesantemente influenzata dalla Saga di Guin e altri libri fantasy, ma le più grandi influenze sono dovute ai videogame a cui giocavo nel mio Apple II all’epoca: Wizardy e Ultima.

Lei ha lavorato a moltissimi giochi in passato. Come descriverebbe il cuore del suo lavoro, nel complesso?

Questo probabilmente conta per i giochi che ho realizzato in passato e realizzerò in futuro, ma il mio processo di creazione di un gioco è pensare prima ai personaggi, la storia e il mondo, e le varie emozioni che il giocatore incontrerà - sentimenti quali disperazione, sconfitta e speranza.

Ma quello che spero che la gente tragga dai miei videogame è un’energia positiva alla fine di ciascun gioco, la sensazione che si siano trovati di fronte ad una bella storia. Un altro aspetto chiave per me è la “densità”, come i vari contenuti sono distribuiti durante l’esperienza di gioco. Non voglio che le persone percepiscano la sensazione di fare la stessa cosa a ripetizione. Voglio che vivano un esperienza interamente appassionante dall’inizio alla fine. 5

Pensa che il lieto fine rappresenti una sorta di obbligo in un videogame ?

Sì, non dubito che si possano realizzare giochi con finali aperti, artistici come nei film francesi, ma quello non è il mio stile. Mi piace creare videogiochi che rendano le persone speranzose per il futuro, spronandole alla ricerca di un domani migliore.

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  1. Hajime Tabata è il direttore e principale autore di Final Fantasy XV 

  2. Yoshitaka Amano è il designer storico della serie, autore dei loghi dei vari Final Fantasy e diverse concept art. 

  3. Nobuo Uematsu è stato il compositore ufficiale di tutti i Final Fantasy fino all’undicesimo titolo. 

  4. Akira Toriyama è il celeberrimo autore di Dragon Ball, nonché designer di diversi videogame tra cui la serie Dragon Quest e Chrono Trigger 

  5. Questo discorso lo rapporto bene con un concetto che ho eposto di recente parlando di Final Fantasy IX 


Andrea Xab Corinti

Scritto da

A (web) world citizen.