Sessismo Extravaganza

Sessismo Extravaganza

Leggendo “sessismo” starete già pensando a qualche predica morale o amorale (ultimamente è pure più trendy), e che io sia un qualche stronzo che vuole insegnarvi a vivere, magari spacciando un inutile ebook con la scusa di riempirvi di spam la casella mail o, (seguendo i tempi) intasare la vostra home di Facebook con pagine e quant’altro.

Se ho indovinato, tranquilli: non vi biasimo, anzi fossi in voi penserei la stessa cosa.

In realtà, molto banalmente, con questo post vorrei raccontare un tema molto grande sfruttando un aneddoto molto piccolo:

Il piccolo Trump interiore

Ieri un “amico di Facebook” che di professione fa il fumettista si è messo a discutere del suo lavoro con una collega.

Io non ho partecipato alla conversazione, ma ho fatto un po’ il guardone per due motivi ben precisi:

  1. Il settore m’incuriosisce (del resto se siete da queste parti da un po’ lo avrete pure notato)
  2. La collega in questione era BELLISSIMA.

Ma proprio una STRAFIGA, tanto che per prima cosa sono andato a vedere se le sue foto fossero corrispondenti all’immagine di profilo (“magari sfrutta quella di un’attrice, hai visto mai?”)

E no, niente: era davvero lei, una ragazza che è proprio bona di suo.

E che fa la fumettista.

Il sessismo

Prima di qualsiasi ragionamento razionale e logico, l’istinto stronzo e malvagio ha sussurrato nei meandri del mio cervello un qualcosa di vagamente traducibile così:

“questa fumettista lo è diventata scopandosi Roberto Recchioni o affini”

Poi, e solo poi, il mio cervello sta vocetta l’ha presa giustamente a calci.

Soprattutto perché sta vocetta è partita quando io non ho manco avuto modo di vedere un lavoro della ragazza (non che la cosa avrebbe giustificato l’orrido pregiudizio eh, diciamo solo che così è pure peggio)

E magari parliamo di un’autrice bravissima, tanto capace quanto bella. Succede più spesso di quanto si potrebbe pensare, potreste rimanere sorpresi:

Personalmente in genere pregiudizi simili non mi partono perché al 99% conosco prima l’opera e solo sucessivamente l’artista.

Ma non divaghiamo:

Il punto è che io, in quell’attimo breve e sfuggente, distratto ed assonnato, sono stato sessista (e pure stronzo).

E certo, lo scenario della donna che fa carriera grazie ai propri meriti corporei a prescindere dalla natura della sua mansione non è certo privo di fondamento, il punto è che è stata istintivamente la prima cosa che ha attraversato il mio cranio.

La prima.

Io, che amo definirmi progressista e per le pari opportunità di tutto e tutti, nel primo nanosecondo scimmiesco ho pensato una porcata riassumibile con “figa puttana incapace”.

Un singolo puntino nero, una cazzata più rapida del battito d’ali di un colibrì (per citare cazzi del cinema d’autore )

Il ragionamento

Il “mio” modesto merito in questo senso credo sia uno soltanto:

Aver saputo immediatamente intercettare e ridurre in polvere questa bestemmia inconscia, e quindi averci fatto opportunamente i conti senza ignorarla.

Perché è molto più comodo fare finta di nulla e minimizzare la cosa, lasciandola così libera di vagare negli oscuri meandri della mente.

Perché certo, è ben poca roba, verissimo e sacrosanto: ma ignorarla e non riconoscerla significa, implicitamente, assolversi in via preventiva.

“Capita a tutti di pensare male senza riflettere” non dovrebbe, ma rischia spesso di passare per una giustificazione.

E invece ?

Dovrebbe essere il primo passo per riconoscere un problema più o meno latente nella società italiana, certo spaventosamente ridimensionato (se si pensa all’ultimo mezzosecolo) ma ancora molto vivo, anche laddove si tratta spesso di un fenomeno sotterraneo.

E non è una faccenda che riguarda solo le donne: razzismo, omofobia e chi più ne ha più ne metta rientrano nello stesso discorso.

E quindi ? Dovremmo spegnere il cervello e bonanotte ?

No: dovremmo iniziare a correggerlo iniziando a ragionare, mettendo in discussione quello che il nostro istinto ci ha appena detto di fare.

Sul perché ha reagito in un dato modo.

Nel mio piccolo, penso che prima faremo questo tipo di scelte a livello collettivo, soprattutto prima di scrivere qualcosa nei confronti del primo sconosciuto che passa, prima riusciremo a lasciarci alle spalle quest’orrido retaggio.


Andrea Xab Corinti

Scritto da

A (web) world citizen.